Un Papa tedesco si interroga(va) sull’Olocausto

LA LENTE DI UNA CRONISTA

La parola del giorno è Memoria.

Una memoria che spesso sembra corta, limitata, e che procede a singhiozzo. Che a volte viene negata, uccidendo per la seconda volta il valore della vita. Lo sterminio di milioni di uomini, donne e bambini morti nei campi di concentramento oggi viene ricordato soprattutto con il genocidio degli ebrei che si consumò nel secolo scorso. In pochi ricordano che l’orrore delle torture, degli esperimenti umani, delle camere a gas, fu perpetrato anche su rom e sinti, su omosessuali e trans, su disabili fisici e psichici, o ‘semplicemente’ su dissidenti. Forse perché nessuno di loro può più fare memoria della loro storia (l’ultimo superstite gay Rudolf Brazda, rinchiuso in un campo dove indossava il tristemente noto ‘triangolo rosa’ destinato agli omosessuali, è morto cinque anni fa). O forse perché la memoria viene graffiata dallo scandalo che alcune diversità ci suscitano.
E parlando di scandalo, in…

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