DOROTHEA LANGE: come ti fotografo la vita

Dorothea Lange (Hoboken 26.5.1895 – San Francisco11.10.1965) fotografa documentarista americana, aderisce al movimento della straight photography (fotografia diretta), che si interessa delle grandi questioni sociali e del disagio nelle città.

A 7 anni è colpita dalla poliomielite e a 12 suo padre abbandonò la famiglia; i due eventi la segnarono per sempre.  La malattia le causò un indebolimento permanente alla gamba destra che la costrinse a zoppicare per tutta la vita. Della sua menomazione, Dorothea disse: “… mi ha formato, mi ha guidato, mi ha istruito, mi ha aiutato e mi ha umiliato…”. Reagì al suo handicap con estrema motivazione, studiando fotografia e andando per le strade a immortalare la misera realtà dei quartieri disagiati, aderendo formalmente al movimento della “Straight Photography”.

La sua opera di ricognizione tra disoccupati e senzatetto della California suscitò le immediate attenzioni della Rural Resettlment Administration; Dorothea svolse una impressionante attività documentaristica del grande movimento migratorio dei disperati che si dirigevano verso la California.  Le sue foto durante questo periodo rivelano una profonda comprensione, compassione e sensibilità verso la gente e le miserie umane e sono il ritratto disperato delle misere condizioni di vita degli immigrati, dei braccianti e degli operai.

Nel 1935, dopo il divorzio dal primo marito, sposò l’economista e docente universitario Paul Schuster Taylor che divenne ben presto importantissimo per la sua attività professionale: ai reportage fotografici della moglie, Taylor contribuì con interviste, raccolte di dati e analisi statistiche.

Molte delle sue immagini oggi ci sembrano foto di scena del film Furore, tratto dal famoso romanzo di Steinbeck, mentre in realtà sono stati prima lo scrittore e poi il regista John Ford che, per loro stessa ammissione, si sono ispirati nel loro lavoro alle fotografie della Lange.

Le sue immagini crude ed estremamente realistiche –  in quanto tali rivoluzionarie – si attirarono spesso gli strali della censura americana ed i suoi servizi sull’internamento dei cittadini statunitensi di origine giapponese dopo Pearl Harbor furono sequestrati e tolti dalla circolazione

         

Alcuni scatti di Dorothea Lange diventarono molto famosi. Fra questi, The Migrant mother, che tutt’oggi è considerata un’icona della storia della fotografia: il soggetto è Florence Owens Thompson, una donna di 32 anni, madre di sette figli, immortalata nei pressi di un campo di piselli in California (il titolo originale, infatti, è Destitute Pea Picker). E’ un ritratto intenso, realistico e doloroso di una donna pesantemente provata dalla vita e dalla sorte. Indimenticabile.

Annunci