Memorie di un vecchio giardiniere

Reginald Arkell, Memorie di un vecchio giardiniere, Elliot

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originally posted on Stravagaria

Un racconto delicato che attraversa quasi un secolo, a partire dall’ultimo trentennio dell’Ottocento inglese.

Orfano con una leggera zoppia, Bert Pinnegar fin dalla tenera età dimostra un talento innato e un appassionato interesse per la cura delle piante tanto che, messosi in luce durante una gara di composizioni floreali, nell’età in cui i ragazzi abbandonavano la scuola per cominciare a lavorare nei campi viene assunto come apprendista da colei che nel tempo diverrà sua amica e protettrice.
La giovane signora Charteris, provvede a dirozzarne i modi e ad insegnargli i nomi latini delle piante fino a farne il capo giardiniere dai modi riservati che conosciamo nelle prime pagine del romanzo, lavoratore instancabile a tratti ombroso e testardo, giudice stimato dei concorsi per vivaisti e floricultori, conosciuto in tutta la contea per la sua abilità nell’ottenere primizie a dispetto dei capricci del tempo inglese.
Riconoscimenti ampiamente meritati in anni in cui si stava diffondendo la consuetudine di aprire i giardini privati al pubblico ed un bravo giardiniere era un fiore all’occhiello per i ricchi possidenti.

Una trama che definirei esile se non temessi di veicolare una ingannevole sensazione di inconsistenza. Un racconto in cui i cicli della vita e delle stagioni fanno il loro corso e si compiono con naturalezza lasciando sullo sfondo gli echi ovattati degli avvenimenti storici.

Lettura garbata e rilassante anche per chi, come me, non si riconosce nelle abilità del Vecchio Gramigna che resiste agli anni e ai cambiamenti come le erbe spontanee con cui in un’estate di siccità aveva saputo donare fascino e bellezza al parco della villa.

Finale dai buoni sentimenti che riconcilia con l’autunno della vita.

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Pupazzi di neve

Non si può negare che la neve abbia un fascino che riporta all’infanzia, alle mani intirizzite, al fiato caldo che evapora in una risata e, su tutto, ai pupazzi di neve.
Ma che fare quando la neve, come quest’anno, si concede poco o nulla?
In questo caso possiamo riempirci casa di questi irresistibili pupazzi.

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Il pattern originale è di Tone Finnanger ed è tratto dal libro “Cucito creativo per il Natale” dove troverete tantissimi altri progetti.
Seguendo il mio gusto personale io ho ridisegnato lo schema ingrandendolo quasi del doppio rispetto all’originale, che è alto appena una decina di centimetri.
Allo stesso modo ciascuno può sbizzarrirsi nei piccoli dettagli: una lanterna, una scopetta di saggina, cuoricini, ghirlande e biscottoni. Mi raccomando, non dimenticate due bottoni per i paraorecchie e un bel naso arancione realizzato con la punta di uno spiedino di legno.
Buon divertimento!

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